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	<title>Roan Johnson</title>
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	<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 10:30:33 +0000</pubDate>
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		<title>Grillo, PD e PDL</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 10:30:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non ho mai offeso M5S e ho sempre sperato che le sue istanze positive (molti punti del programma, alcuni militanti intelligenti, una spinta di rinnovamento e moralità) prevalessero su delle modalità molto brutte (vedi l&#8217;insulto, il culto della personalità, la semplificazione di problemi complessi, la demagogia spiccia). Insomma l&#8217;ho sempre aspettato alla prova dei fatti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai offeso M5S e ho sempre sperato che le sue istanze positive (molti punti del programma, alcuni militanti intelligenti, una spinta di rinnovamento e moralità) prevalessero su delle modalità molto brutte (vedi l&#8217;insulto, il culto della personalità, la semplificazione di problemi complessi, la demagogia spiccia). Insomma l&#8217;ho sempre aspettato alla prova dei fatti. </p>
<p>Quando nei giorni scorsi ho visto Grillo e Casaleggio rifiutare e insultare una proposta di PD-SEL di fare otto, dieci punti (che sono praticamente uguali al programma di M5S - e quindi cioè riconoscere la giustezza di alcune loro idee e la vittoria del M5S) mi sono iniziato a preoccupare. Quando ora leggo che Grillo dice «Sì a governo Pd-Pdl per legge elettorale e tagli alla politica» mi cascano le braccia. Spero che i miei amici del M5S capiscano il pericolo di questo atteggiamento. Lo spero davvero. E parlino con i loro rappresentati, o meglio, come li chiamano loro, con i nostri dipendenti. </p>
<p>Cosa vuole dire queste parole? Che Berlusconi - lo stesso che con un paese allo sfascio, non trova il tempo per andare ai processi grazie ai legittimi impedimenti ma di organizzare proteste di piazza contro i magistrati - lo stesso Berlusconi di questa legge elettorale, della Minetti e di Dell&#8217;Utri, dei suoi interessi prima di tutto, di Ruby la nipote di Mubarak, il misogino, l&#8217;imbonitore, del filofascista e amico Scilipoti, del Mangano è un eroe&#8230; quindi sia non solo uguale a Bersani e Vendola (e già qui mi viene una vena grossa così alla testa) ma MEGLIO DI GRILLO - CIOE&#8217; DI SE STESSO? O hai paura di governare, della responsabilità di sbagliare? O, invece, infine, non è che una mossa furbetta da vecchissima politica irresponsabile, per prendere più voti alle prossime elezioni?</p>
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		<title>Tuttavia domani si vota</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2013 18:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johnson</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Non credo che il voto sia la parte fondamentale della democrazia e dell&#8217;essere cittadini. Credo che sia molto più importante cosa si fa ogni giorno per rendere un po&#8217; più umano e migliore questo mondo incasinato e imperfetto e ingiusto in cui viviamo, come ci si comporta sul lavoro, con gli amici, col proprio partner, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che il voto sia la parte fondamentale della democrazia e dell&#8217;essere cittadini. Credo che sia molto più importante cosa si fa ogni giorno per rendere un po&#8217; più umano e migliore questo mondo incasinato e imperfetto e ingiusto in cui viviamo, come ci si comporta sul lavoro, con gli amici, col proprio partner, col vicino di casa, con chi si incontra in fila alle poste, che contributo si dà alla comunità di cui si fa parte, che scelte si fanno nella vita. </p>
<p>Tuttavia domani si vota per chi ci governerà per i prossimi anni, e quindi vi volevo dire (anche sticazzi certo, ma non si sa mai) che io non voto per chi è (anche velatamente) razzista, misogino od omofobo, non voto per fascisti o pseudo fascisti, per chi si allea o simpatizza con loro, non voto per chi non attua la democrazia nel proprio partito, per chi sta dalla parte dei forti, per chi fa politica per i propri interessi personali, per chi usa la demagogia, per chi, a problemi complessi mi propone soluzioni semplici, per chi non ha una visione e il coraggio di creare un futuro migliore.</p>
<p>Ma siccome non voglio ripulirmi la coscienza e sentirmi un ganzo al di sopra di tutti, non voterò nemmeno scheda bianca o nulla, e quindi dovrò farmi forza di un principio fondamentale e cioè che i politici non sono tutti uguali, che alcuni hanno fatto anche cose buone (raro) e molti sbagli (è vero) ma altri hanno fatto cose davvero gravi di cui subiremo le conseguenze e ci vergogneremo per molti altri decenni. </p>
<p>Governare una città, una regione, un paese (come l&#8217;Italia) è un casino vero. Speriamo che da domani ci si riesca meglio degli ultimi anni.</p>
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		<title>Giorno Per Giorno</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jan 2013 12:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johnson</dc:creator>
		
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A novembre mi ha chiamato telethon per andare a girare a Maglie un documentario/ritratto di cinque minuti su un ragazzo che si chiama Alessandro Leanza. 
A nove anni ha avuto un primo strano mal di testa, che poi hanno scoperto essere dovuto ad un angioma cavernoso, una malattia genetica molto rara, che può nascere in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2013/01/foto2.jpg'><img src="http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2013/01/foto2.jpg" alt="" title="foto2" width="500" height="281" class="aligncenter size-full wp-image-156" /></a></p>
<p>A novembre mi ha chiamato telethon per andare a girare a Maglie un documentario/ritratto di cinque minuti su un ragazzo che si chiama Alessandro Leanza. </p>
<p>A nove anni ha avuto un primo strano mal di testa, che poi hanno scoperto essere dovuto ad un angioma cavernoso, una malattia genetica molto rara, che può nascere in qualsiasi parte del corpo. Lui ha avuto la sfortuna di averla nel cervello. </p>
<p>Quel giorno e mezzo passato con lui, sua mamma Rita, suo padre Giuseppe suo fratello Francesco, per conoscerci e fare le riprese, è stato il rapporto più breve e intenso che ho vissuto. Mi fermo qui perchè non voglio diventare né patetico né retorico. Posso solo dire a loro: grazie di esservi fidati di me. Vi voglio bene. </p>
<p>Questo è il video che ne è venuto fuori. Non è duro come altri video di telethon (ci sono casi ben peggiori di questo - maledetta macchina imperfetta e fragile che siamo noi umani), ma non è nemmeno un video da ridere. Guardatelo quando ve la sentite, ma prima o poi guardatelo, perché credo faccia bene. Almeno, a me, girarlo, montarlo, rivederlo, ha fatto molto bene. </p>
<p>Ah, e viva la ricerca.</p>
<p><a href="http://youtu.be/GlfYGy21bn4">Ecco il video qui.</a></p>
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		<title>L&#8217;Uva Migliore</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 10:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johnson</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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Giovedì 13 dicembre ore 17:30 all&#8217;Aula Carmignani presento il video interviste &#8220;L&#8217;uva Migliore&#8221; (primo passaggio verso un documentario sull&#8217;Ateneo di Pisa). Qui un breve resoconto di come andò.
L&#8217;Uva Migliore
Mesi fa mi ha chiamato l&#8217;Università di Pisa. Mi hanno detto &#8220;vorremo raccontare il nostro mondo ma non vogliamo un promo o una pubblicità, non vogliamo nemmeno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2012/12/univdivano1.jpg'><img src="http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2012/12/univdivano1.jpg" alt="" title="univdivano1" width="500" height="345" class="aligncenter size-full wp-image-155" /></a></p>
<p>Giovedì 13 dicembre ore 17:30 all&#8217;Aula Carmignani presento il video interviste &#8220;L&#8217;uva Migliore&#8221; (primo passaggio verso un documentario sull&#8217;Ateneo di Pisa). Qui un breve resoconto di come andò.</p>
<p>L&#8217;Uva Migliore</p>
<p>Mesi fa mi ha chiamato l&#8217;Università di Pisa. Mi hanno detto &#8220;vorremo raccontare il nostro mondo ma non vogliamo un promo o una pubblicità, non vogliamo nemmeno una cosa didascalica. Vai libero.&#8221;</p>
<p>Ho chiamato un po&#8217; di persone (quasi tutti laureati a Pisa, tra l&#8217;altro) con cui ho lavorato in precedenza e di cui mi fido, e abbiamo deciso di fare un lavoro di ricerca per vedere se poi ci fosse spazio per un racconto o un documentario.</p>
<p>Abbiamo deciso di farci guidare da chi nell&#8217;università ci vive, non entrarci già con una tesi o un&#8217;idea preconcetta.</p>
<p>Abbiamo spedito una mail con delle domande, domande anche personali, che chiedevano della vita universitaria ma anche privata, delle proprie scelte, dei propri problemi, dei propri sogni.</p>
<p>All&#8217;inizio, quando abbiamo ricevuto le trecento mail di risposta, ci siamo depressi.</p>
<p>La maggior parte delle mail raccontavano un paese in crisi, un futuro con poche speranze, un sentimento di frustrazione: &#8220;Sto studiando per cosa, se poi non troverò lavoro?&#8221;</p>
<p>Poi abbiamo scelto le mail che ci sembravano più interessanti ma non necessariamente quelle più felici od ottimiste.</p>
<p>In questo strano modo di lavorare che abbiamo adottato non saprei nemmeno dire quale sia stato il criterio. Era come fare un brainstorming per delle storie. Puoi partire dicendo: voglio raccontare che il mondo va a rotoli o che la speranza è l&#8217;ultima a morire (faccio esempi per capirsi) o pure puoi dire: voglio una bella storia. Una storia che mi faccia ridere, commuovere, riflettere. Il senso di questa storia vorrei trovarlo dopo, non prima. </p>
<p>E di storie e cose ne abbiamo sentite tante in quattro giorni. Può essere che mi sia drogato di gente e di racconti, ma mi sono emozionato e stupito spesso. Forse più di tutto perchè ho incontrato persone di venti anni che avevano una consapevolezza e una maturità che io, a quell&#8217;età, mi sarei sognato.</p>
<p>Alla fine della settimana di interviste ero pieno di orgoglio e di fiducia.</p>
<p>Abbiamo imparato tante cose, ma soprattutto che la volontà di imparare ti cambia la vita, che chi non parte per questo viaggio si perde qualcosa di importante, che sì la crisi c&#8217;è, ma c&#8217;è anche l&#8217;eccellenza, che ci sono giovani con le idee molto chiare, con una forza di volontà sorprendente.</p>
<p>Abbiamo raccolto molto materiale, anzi troppo. Per raggrupparlo in un affresco di interviste che avrebbe diversi temi come &#8220;lo studio e la politica, vivere e convivere fuori da casa, le cose che ho imparato, l&#8217;amore all&#8217;università&#8221; e altri ancora, ci vorrebbero due ore, minimo. E due ore di interviste sono troppe.</p>
<p>Quindi abbiamo dovuto fare una selezione, abbiamo scelto un tema fra tutti. Quindi il video che abbiamo montato per adesso e che proietteremo giovedì all&#8217;Aula Magna Carmignani è un passaggio intermedio (di quello che si spera diventerà un giorno un documentario) e una parte di un lavoro più vasto e variegato. </p>
<p>Tratta un tema che potremmo definire &#8220;la sfida che la crisi comporta&#8221; o &#8220;le sfide di una generazione&#8221;. Abbiamo scelto di lavorare su questo come primo tema perchè è stata la parte più sorprendente di questo percorso: trovarsi di fronte a ragazze e ragazzi di venti anni che di fronte alle difficoltà, anzichè lamentarsi sono maturati, hanno trovato la forza di rilanciarsi, hanno accettato la sfida con intelligenza.</p>
<p>Speriamo che tutte queste interviste stimolino un bel dibattito, ci portino ad un nuovo scalino, in modo che prima o poi si riesca a mettere su le forze e le idee per fare un documentario sul mondo dell&#8217;ateno pisano.</p>
<p>Per adesso, buona visione di queste interviste, grazie a tutti quelli che ci hanno lavorato, all&#8217;Università di Pisa e agli intervistati.</p>
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		<title>Vice - Roma Est</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Sep 2012 12:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johnson</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Prove di felicità]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questa rivista l&#8217;ho scoperta da poco e mi garba assai - la versione Uk e US è degna di nota, buttate un occhio pure a quella. Questo articolo parla (anche) di Prove di Felicità e molto di Roma Est. Dice cose interessanti e vere, ogni tanto confonde un po&#8217; il Pigneto con tutta Roma Est [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2012/09/periferia1.jpg'><img src="http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2012/09/periferia1-300x239.jpg" alt="" title="periferia1" width="300" height="239" class="aligncenter size-medium wp-image-152" /></a></p>
<p>Questa rivista l&#8217;ho scoperta da poco e mi garba assai - la versione Uk e US è degna di nota, buttate un occhio pure a quella. Questo articolo parla (anche) di Prove di Felicità e molto di Roma Est. Dice cose interessanti e vere, ogni tanto confonde un po&#8217; il Pigneto con tutta Roma Est - nessuno si sogna di sbandierare &#8220;vivo all&#8217;alessandrino&#8221; e forse attua un processo inverso a quello del &#8220;il pigneto è un posto fico e trendy&#8221; arrivando a &#8220;Roma Est è solo Beirut e devasto&#8221; quando è ovviamente in atto uno scontro (e un mescolamento) fra questi due poli - per quanto faranno braccio di ferro? il trendismo si sposterà anche a CentoCelle con la metro C? Chi vincerà? Rimaranno miscelate e in che forma?  </p>
<p><a href="http://www.vice.com/it/read/vita-vera-roma-est">CLICCAQUIPERLEGGERELARTICOLO</a></p>
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		<title>Brindisi 19 Maggio</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 07:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johnson</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Mi piacerebbe che tutti quelli che il 19 Maggio hanno urlato alla strategia della tensione, ad un disegno eversivo, che hanno subito puntato il dito contro qualche misterioso ma preciso politico, terrorista, uomo dei servizi, mafioso, che avrebbe compiuto la strage di Brindisi (ce ne sono tanti che sono miei amici e che stimo pure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe che tutti quelli che il 19 Maggio hanno urlato alla strategia della tensione, ad un disegno eversivo, che hanno subito puntato il dito contro qualche misterioso ma preciso politico, terrorista, uomo dei servizi, mafioso, che avrebbe compiuto la strage di Brindisi (ce ne sono tanti che sono miei amici e che stimo pure - lascio perdere i politici a cui conveniva per potere e voti) dicessero una frase semplice: &#8220;Mi sono sbagliato. E perchè mi sono sbagliato? La storia di questo paese non aiuta, certo, e tuttavia non è che mi conveniva pensare così, sentirmi dalla parte del giusto e da quella di la sa più lunga, non è che mi conveniva pensare che ci fosse un&#8217;ombra che eterogoverna l&#8217;italia e la mia vita, e quindi in parte esonerarmi dalla complessità delle mie responsabilità di cittadino?&#8221;</p>
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		<title>Diaz</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 09:02:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johnson</dc:creator>
		
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Il critico Boris Sollazzo mi ha chiesto di scrivere una recensione su un film recente in 700 caratteri per Panorama. Io ho scelto Diaz. 
Quando vado a vedere un film al cinema per me è anche lavoro. Analizzo come è costruita la storia, studio la recitazione. In teoria con il film di Vicari mi sarei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2012/04/diaz-locandina-300x273.jpg'><img src="http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2012/04/diaz-locandina-300x273.jpg" alt="" title="diaz-locandina-300x273" width="300" height="273" class="aligncenter size-full wp-image-135" /></a></p>
<p>Il critico Boris Sollazzo mi ha chiesto di scrivere una recensione su un film recente in 700 caratteri per Panorama. Io ho scelto Diaz. </p>
<p>Quando vado a vedere un film al cinema per me è anche lavoro. Analizzo come è costruita la storia, studio la recitazione. In teoria con il film di Vicari mi sarei dovuto anche mettere a fare confronti. Il primo film che ho scritto <em>Ora o mai più</em> parlava di Genova e di Bolzaneto. Invece mentre le immagini scorrevano mi sono scordato di essere un regista, mi sono scordato perfino che <em>Diaz</em> fosse un film. Non lo stavo più guardando con gli occhi, lo stavo sentendo nel corpo. Quando sono uscito dalla sala ho scoperto che mi si era bloccato il respiro. Frastornato, colpito, avevo addosso non più un&#8217;indignazione ormai sedimentata da tempo, ma uno dei sentimenti più nobili con cui si può uscire da un film. Avevo una grande sete di giustizia.</p>
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		<title>Il rito della presentazione</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 09:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johnson</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[I Primi della Lista]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ormai ho fatto venti presentazioni del film. Ogni presentazione è stata diversa dall&#8217;altra. Ma ormai seguo un rituale.
Arrivo al cinema in anticipo (nelle prime presentazioni era per bere un prosecco e prendere coraggio), mi presento ai ragazzi del cinema. Di solito cinema di provincia che fanno programmazioni d&#8217;essai, o cineforum. La platea è spesso quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2012/03/agora-pontedera.jpg'><img src="http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2012/03/agora-pontedera.jpg" alt="" title="agora-pontedera" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-133" /></a></p>
<p>Ormai ho fatto venti presentazioni del film. Ogni presentazione è stata diversa dall&#8217;altra. Ma ormai seguo un rituale.</p>
<p>Arrivo al cinema in anticipo (nelle prime presentazioni era per bere un prosecco e prendere coraggio), mi presento ai ragazzi del cinema. Di solito cinema di provincia che fanno programmazioni d&#8217;essai, o cineforum. La platea è spesso quasi piena e all&#8217;Arsenale o Pontedera o a Bergamo c&#8217;era gente in piedi e seduta in terra. E&#8217; grazie a queste ultime roccaforti della provincia che un film come il mio può esistere e continuare a girare e che la gente non sia condannata alla distribuzione da cineplex.</p>
<p>Faccio la mia rituale presentazione: dico grazie che siete venuti - per me è un mezzo miracolo - do in ordine sparso e non sempre queste informazioni: che è una storia vera, che me l&#8217;ha raccontata Renzo Lulli che al tempo aveva ventanni e adesso sessanta e vive in Marocco, che il soggetto me l&#8217;aveva portato Marco Guelfi che poi ha montato il film, che appena letto subito ho pensato &#8220;questo film non ce lo faranno mai fare&#8221; e che poi invece portando il progetto di documentario a Degli Esposti ci disse &#8220;ma questo è troppo divertente&#8221;, che il film è un piccolo film con un piccolo budget con attori per lo più sconosciuti (sottotesto: tenete basse le aspettative) a parte Santamaria che si è messo al servizio del film e per questo gli sarò grato per sempre. </p>
<p>Se c&#8217;è qualcuno in sala che questa tiritera l&#8217;ha già sentita altre volte, che ne so, c&#8217;è Paolo Cioni che presenta con me o mia mamma è in platea, sono un po&#8217; intimorito perchè penso prima di tutto a loro e che due scatole si devono fare a sentire tutte le volte le stesse cose - provo a scordarmelo o ad inventarmi qualcosa di nuovo (all&#8217;inizio ci inventavamo sempre delle gags con Santamaria, Turbanti, Cioni e Lantieri che sono quelli con cui ho fatto più presentazioni). </p>
<p>Poi si spengono le luci e io mi metto da una parte, mi vedo tutto il repertorio in bianco e nero (soffro se la proiezione e la sala non sono di qualità e quindi la visione potrebbe esserne compromessa), mi assicuro che la mascherina sia giusta e ascolto l&#8217;audio al momento del primo dialogo in cucina di Casa Lulli.</p>
<p>A quel punto esco e chiedo al proiezionista di aumentare di un pelo il volume. A volte ho ragione, a volte è solo insicurezza. Ho paura che non sentano che non capiscano e non ridano. </p>
<p>Metto il timer sull&#8217;iPhone per sapere quando finirà e mi metto a fare qualcosa. Ho il computer per lavorare o un libro - durante la proiezione a Pontedera (lo ammetto con disonore) sono addirittura andato a vedermi il secondo tempo di Milan Juve. </p>
<p>Poi, quando manca una mezz&#8217;ora alla fine del film torno verso il cinema. E&#8217; un trucchetto, perchè la parte finale del film è quella che io amo di più&#8230; quindi tutte le volte mi rivedo quella che per me è la parte migliore: l&#8217;entrata in carcere la telecamera nascosta, le botte, Aldo Moro e i tre carabinieri, lo scazzo a tre in cella, il colloquio con i genitori in carcere, la fine con i tre veri. </p>
<p>Avvicinarmi alla sala è sempre un momento di tensione. Anche perchè le prime volte non avevo capito che da fuori si sente solo il film. Non le reazioni del pubblico. Quindi ero convinto che in sala ci fosse silenzio e gelo. Stavo là fuori e pensavo: il film allora gli sta facendo proprio schifo.</p>
<p>Poi mi affaccio dalle tende chiuse, mi metto in piedi da una parte e ascolto come ride la gente, di meno, di più del solito, di pancia, di testa, anticipando le battute, mangiandosi una che veniva proprio dietro un&#8217;altra, tento di percepire se il silenzio sulle immagini finali c&#8217;è dell&#8217;emozione, se il film è arrivato per intero. </p>
<p>Si alzano le luci, la gente applaude e noi arriviamo davanti allo schermo per il dibattito. Ci sono sempre tre domande rituali (ma i tre veri dove sono adesso? A Gismondi e al Masi gli è piaciuto il film? Dove li hai trovati Turbanti e Cioni?) Ma c&#8217;è sempre anche una storia nuova. Un aneddoto buffo o commovente sugli anni settanta che qualcuno dalla platea ci racconta.  Io starei anche un&#8217;ora lì a rispondere alle domande, ma ormai è tardi, il dibattito anni settanta di quaranta minuti mi sembra eccessivo. Provo a chiudere con un&#8217;ultimissima domanda, e poi saluto.</p>
<p>Torno verso casa o in albergo e quando è andata particolarmente bene mi chiedo: ma quando mi ricapiterà di risentire la gente ridere così di gusto? Di vederli uscire dalla sala così contenti? E mi prende un magone singolare. E&#8217; un misto di gratitudine, soddisfazione e malinconia. Che il tempo migliore mi stia sfuggendo tra le dita? </p>
<p>Mi metto a letto e inizio a pensare a tutto il tempo che c&#8217;ho messo per arrivare qui. A cosa fare dopo, a quali scelte prendere. Il tempo si ferma e, per un attimo prima di chiudere gli occhi e addormentarmi, mi sento ancora bambino e già vecchio.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Queste sono tutte le presentazioni fatte (o almeno quelle che mi ricordo).</p>
<p>Roma Festival Auditorium e Sala Perla - Conferenza Stampa Roma - Torino Groucho 1 e 2 - Pisa Isola Verde 1 e 2 - Pontedera Cineplex - Roma Greenwich - Fiamma - Nuovo Cinema Aquila -  Bergamo - Bologna - Firenze Teatro Verdi (Guelfi e Cioni) - Padova - Grosseto (Turbanti) -Sulmona - Milano Bocconi - Ragusa - Viareggio - Lucca - Firenze NYU - Firenze Spazio Uno -  Pisa Arsenale 1 e 2 - Pontedera Agorà - Roma Casa Del Cinema</p>
<p>Le prossime fissate sono queste:</p>
<p>John Cabot University a Roma - Londra - Premio Rossellini a Maiori - Bif a Bari - Matera - Baff a Busto Arsizio.</p>
<p>A tutti quelli che ho incontrato finora grazie di cuore, a tutti gli altri speriamo di incontrarci presto.</p>
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		<title>Allora ne valeva la pena</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 12:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johnson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[All]]></category>

		<category><![CDATA[I Primi della Lista]]></category>

		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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Non ho aggiornato il blog da tanto. 
E&#8217; stato un periodo incasinato: mille cose da fare e mille emozioni. 
Qui sotto scrivo un po&#8217; di estratti degli articoli dei giornali più importanti (spero di avere tempo di fare lo stesso con tanti articoli belli e lusinghieri e intelligenti che sono usciti sul web) e i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2011/12/img_2600_2.jpg'><img src="http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2011/12/img_2600_2.jpg" alt="" title="img_2600_2" width="500" height="590" class="aligncenter size-full wp-image-130" /></a></p>
<p>Non ho aggiornato il blog da tanto. </p>
<p>E&#8217; stato un periodo incasinato: mille cose da fare e mille emozioni. </p>
<p>Qui sotto scrivo un po&#8217; di estratti degli articoli dei giornali più importanti (spero di avere tempo di fare lo stesso con tanti articoli belli e lusinghieri e intelligenti che sono usciti sul web) e i premi che sono arrivati fino a ora. </p>
<p>Ma la cosa più bella e importante è stata la reazione degli amici, di quelli che fanno cinema, di quelli che non conoscevo, del pubblico insomma. </p>
<p>E devo essere sincero: io all&#8217;inizio ero tutto preso dagli incassi, da cosa avrebbe detto la critica etc. e non me la sono goduta a pieno. Che persona piccola. </p>
<p>Per me è stato un miracolo che la gente apprezzasse il film così tanto. Io non ci avevo sperato. Quasi non ci credevo quando succedeva. Anzi, a dirla tutta, ci sono stati molti momenti in montaggio in cui ero convinto che il film fosse una mezza ciofeca. Che non avrebbe fatto ridere. E allora sentire la gente sganasciarsi in sala, vederli uscire dal cinema contenti, ricevere le telefonate e messaggi giorni dopo: &#8220;c&#8217;ho ancora il sorriso sulla bocca&#8221;, &#8220;mi è venuta voglia di andare a vivere a Pisa&#8221;, &#8220;mi hai riconciliato con quel periodo&#8221; è stato davvero importante perchè l&#8217;autostima durante tutto questo processo è stata messa a dura prova, e la difesa mia e del film non è stata cosa semplice.</p>
<p>Tutto questo lo devo ai miei attori, a tutta la mia troupe, al mio sceneggiatore, al mio montatore, al mio fonico, a Lulli, Gismondi e Masi, a tutta la produzione, alle persone che mi stanno accanto e mi sentono giorno dopo giorno, lamentarmi, incazzarmi, avere ansia e paura. Prima di tutto Ottavia, e ai miei genitori. Insomma avete capito. Se no poi divento patetico.</p>
<p>Infatti ora stacchiamo. Andiamo in India, a Mumbai da un amico indiano. Ci sarà solo da preoccuparsi di cosa si mangia e di capire un nuovo mondo. </p>
<p>Quando tornerò spero di rimettermi a lavorare sodo, di avere la fortuna di trovare altra gente così bella che creda in me.</p>
<p>Il film mi ha riconciliato con il cinema, con la regia, con Roma. E&#8217; un momento bello. Spero che mi ricapiti. Ma se no, va bene pure così. Queste sono le cose per cui uno alla fine dice: allora tutta la fatica, le scuole, gli sbagli, le botte e gli scazzi sono serviti a qualcosa. Allora ne valeva la pena. </p>
<p>Grazie.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><em>Una tragedia? Una farsa? Una denuncia politica? Ripercorrendo con simpatia e partecipazione emotiva quei fatti Johnson riesce dove in molti non avevano nemmeno provato: cercare di sorridere di un periodo dove ironia e allegria erano risolutamente fuori legge. Ma senza buttare tutto in farsa, piuttosto cercando di far capire la complicazione mentale, se non proprio la confusione in cui si trovavano molti giovani.  </p>
<p>La sorpresa delle ultimissime scene è la dimostrazione dell&#8217;onestà e della sincerità con cui regista e attori hanno raccontato quei giorni. Talmente veri da sembrare mitici.</em></p>
<p><strong>Mereghetti - Corriere Della Sera</strong></p>
<p><em>Un piccolo gioiello cinematografico. In un crescendo di assurdo e malinconico affetto per approdare ad un finale alla American Graffiti di sottile malinconia. Sempre con leggerezza poesia e intelligenza.</em></p>
<p><strong>Lusardi - Ciak</strong></p>
<p><em>Divertente e “genuinamente grottesco”, I primi della lista è una delle cose migliori viste al festival finora. Ridere di gusto per riflettere sull’ieri e sull’oggi, sui movimenti e le loro contraddizioni, sull’anelito alla fuga e la necessità di affrontare la realtà. </em></p>
<p><strong>Greco - Paese Sera</strong></p>
<p><em>Nella sua comicità lieve e stralunata I Primi Della Lista sembra la risposta extraparlametare a Vogliamo I Colonnelli, girato da Monicelli nel &#8216;73: peccato che il grande Mario non conoscesse questa storia, era perfetta per lui. Ma Johnson italo-inglese cresciuto a Pisa, è degno di cotanto maestro e firma un film davvero insolito.</em></p>
<p><strong>Crespi - L&#8217;Unità</strong></p>
<p><em>Riuscitissimo esordio alla regia (&#8230;) e la precisione, l&#8217;umorismo, la sottile pietas con cui ricostruisce il cilma le ossessioni di quell&#8217;epoca la dicono molto più lunga su quel periodo di tanti film ingessati e seriosi su quegli anni&#8230;</em></p>
<p><strong>Ferzetti - Messaggero</strong></p>
<p><em>Atipico nell&#8217;attuale commedificio italiano, divertente ma non sciocco, che stuzzica la nostalgia senza sprofondarvi dentro.</em></p>
<p><strong>Anselmi - Riformista</strong></p>
<p><em>Applausi scroscianti per tutti</em></p>
<p><strong>Catalli - Panorama</strong></p>
<p><em>Da non perdere, travolgente (&#8230;) sospeso sapientemente tra indulgenza amorevole verso gli ultimi residui di un’ingenuità ”contro” che ancora sopravviveva agli ottimistici anni 60, e implacabile riduzione a farsa grottesca di una stagione di velleitarismo rivoluzionario che avrebbe provocato danni gravissimi al futuro italiano<br />
Da non perdere(&#8230;)</em></p>
<p><strong>D&#8217;Agostini - Repubblica</strong></p>
<p><em>I Primi Della Lista trasformano in oro il &#8220;piombo&#8221; dei favolosi anni 70, e fa luccicare la stragione delle lotte operaie e studentesche con tenerezza humour e nostalgia. Nel tono da commedia morettiana, dialoghi e battute dolci-amare dei maldestri miitanti si infiltra surreale la tragedia. Piccolo imperdibile film italiano.<br />
</em><br />
<strong>Clotta - Il Manifesto<br />
</strong></p>
<p>Premi fino ad ora:</p>
<p>-Al Festival di Roma Francesco Turbanti ha vinto il premio come miglior attore emergente.<br />
-Al Festival di Sulmona diretto da Roberto Silvestri e con la presidenza della giuria di Enrico Ghezzi abbiamo vinto Miglior Regia e Miglior Attore (ex aequo Turbanti e Cioni)<br />
-Al Festival Costaiblea presieduto da Vito Zagarrio abbiamo vinto Miglior Opera Prima</p>
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		<title>Intervista su Vanity Fair</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 18:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>johnson</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[All]]></category>

		<category><![CDATA[Bio]]></category>

		<category><![CDATA[Prove di felicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi fecero un&#8217;altra intervista su Vanity Fair. E io vi posto qui l&#8217;inizio e il link dove trovare tutto. 
&#8220;Per scrivere bene bisogna leggere molto, e leggere bei libri, va da sé.
È per questo che oggi vi consigliamo un romanzo che a noi è piaciuto: “Prove di felicità a Roma Est” di Roan Johnson, giovane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2011/06/romaest.jpg'><img src="http://roanjohnson.com/wp-content/roanjohnson/2011/06/romaest.jpg" alt="" title="romaest" width="250" height="387" class="aligncenter size-full wp-image-126" /></a>Mi fecero un&#8217;altra intervista su Vanity Fair. E io vi posto qui l&#8217;inizio e il link dove trovare tutto. </p>
<p>&#8220;Per scrivere bene bisogna leggere molto, e leggere bei libri, va da sé.<br />
È per questo che oggi vi consigliamo un romanzo che a noi è piaciuto: “Prove di felicità a Roma Est” di Roan Johnson, giovane autore pisano (di padre inglese), già sceneggiatore e regista per il cinema e la Tv, qui al suo esordio nella narrativa. “Prove di felicità”, edito da Einaudi Stile Libero, è un libro snello (160 pagine che si leggono di un fiato), un romanzo di formazione post anni Zero: una storia leggera, agrodolce, “gioiosamente malinconica”, secondo la definizione di Marco Lodoli, accolta da recensioni molto positive, e scritta con un ritmo veloce e sincopato, lo stesso della vita dei giovani protagonisti.<br />
I temi del romanzo, ambientato a Roma, sono tanti: la città vista con gli occhi di un ragazzo di provincia che la attraversa in lungo e in largo a bordo della sua Vespa Primavera, l’immigrazione, il precariato, e poi l’amicizia, l’amore e il fallimento, le cose che contano insomma, per dirla con Carver. Lorenzo Baldacci ha 21 anni e arriva in Vespa a Roma da Pomarance, un paesino della Toscana nel quale al massimo “si perdeva tempo con entusiasmo”, per frequentare una di quelle scuole da tre anni in uno, dove “con un calcio in culo salti in lungo oltre la maturità”.&#8221;</p>
<p><a href="http://blog.vanityfair.it/2011/06/prove-di-felicita-a-roma-est-intervista-a-roan-johnson/"> Per leggere tutta l&#8217;intervista clicca qui. </a></p>
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